Link

PROLOGO

 

Si narra che il califfo Omar dopo aver sconfitto i Bizantini nella Battaglia di Eliopoli, volse la sua attenzione verso Alessandria e quando le sue armate arabe entrarono nella città, il califfo ordinò l'incendio della grande biblioteca dopo aver così sentenziato: «Se i libri sono in accordo con il Corano, sono inutili; se in disaccordo, sono pericolosi». L'aneddoto, ancorché celebre, è apocrifo ed è in contrasto con quello che per secoli è stata la civiltà islamica: il faro intellettuale del Mediterraneo.

Nello stesso momento in cui l'Europa cristiana annaspava faticosamente per uscire dal buio del Medioevo e a Bisanzio venivano meno la voglia e la forza di creare cultura, di coltivare la libera investigazione, la filosofia, l’apprendimento, nella civiltà islamica invece fioriva la conoscenza.

Non ci fu campo del sapere dalla teologia alla filosofia, alla matematica, alla logica, all'astronomia, alla geografia, alla medicina ed anche all’immortale gioco degli scacchi in cui i musulmani non conseguirono un incontestabile primato rispetto a tutte le altre civiltà. Poi, a partire pressappoco dal XIII secolo, la luce, lentamente ma inesorabilmente, incominciò a spegnersi.

Salman, un ricco emiro dell’Oman, s’interroga, inseguendo sogni e storie fantastiche sui motivi di questa decadenza ed è attraverso il gioco degli scacchi che proverà a inaugurare un nuovo rinascimento islamico, ma per farlo avrà bisogno del genio, della sregolatezza e della fantasia di un giovane scacchista palermitano, Rodolfo, una promessa, un Candidato Maestro, una speranza della federazione, una vita malamente spesa in attesa dell’occasione che lo possa finalmente consacrare.